Immigrazione in Europa, tensioni in Grecia e a Calais

L’emergenza immigrazione in Europa fa registrare altre tensioni. In particolare, nella giornata di ieri, 29 febbraio, circa 300 profughi siriani e iracheni hanno sfondato parte delle barriere di protezione innalzate dalla Macedonia al confine con la Grecia e hanno attraversato la frontiera.

La polizia macedone, in un primo momento, ha lanciato gas lacrimogeni e bombe assordanti, ma ha poi lasciato passare i migranti. La situazione alla frontiera, però, resta estremamente tesa. I profughi, infatti, vengono fatti passare con il contagocce, a causa dei limiti agli ingressi fissati da tutti i Paesi della rotta balcanica, dalla Macedonia alla Serbia, fino a Croazia, Slovenia e Austria. Circa 6.500 persone si trovano accampate al confine su territorio greco, con riserve molto limitate di acqua e cibo.

IMMIGRAZIONE IN EUROPA, COSA SUCCEDE A CALAIS

L’emergenza immigrazione in Europa si fa sentire anche alla ‘giungla’ di Calais. La polizia francese, infatti, ha iniziato lo smantellamento della baraccopoli sulle sponde della Manica. Nel pomeriggio di ieri, 29 febbraio, alcuni migranti e attivisti ‘no border’ hanno lanciato oggetti contro la polizia, che ha risposto con un fitto lancio di lacrimogeni.

Per approfondire: Cosa c'è da sapere sulla 'giungla' di Calais

Nella ‘giungla’  vivono tra le 3.700 e le 7.000 persone provenienti da Siria, Afghanistan e Sudan, di cui 800-1.000 accampate nel settore in cui stanno avvenendo le operazioni di smantellamento. La parte Nord, che ospita tra i 1.100 e 3.500, non è per il momento oggetto del provvedimento di sgombero.

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