Baobab digitali e causeries per informare e sensibilizzare

Il Senegal è paese di migrazione, con 263.242 immigrati, di cui 14.274 rifugiati (UNHCR, 2014) e 585.392 senegalesi all’estero; il 14,6% della popolazione si è spostato internamente, di cui 75% inurbati a Dakar, Diourbel e Thiès. Forte il legame con l’Italia: la comunità (13° gruppo, 1° dall’Africa subsahariana) conta 107.260 residenti a inizio 2016 (78.742 uomini e 28.518 donne).

Tambacounda e Kaolack sono due aree dell’entroterra senegalese caratterizzate da una povertà estrema e da tassi di disoccupazione giovanile a dir poco preoccupanti. Da parecchio tempo le zone sono territori sia di partenza che di transito per coloro che intendono raggiungere l’Europa via terra passando attraverso Mali e Niger, e quindi tentare la traversata del Sahara fino alle coste del Mediterraneo.

Per questo, attualmente, è più che mai fondamentale informare i giovani dei rischi che affronterebbero intraprendendo un viaggio organizzato dai trafficanti di esseri umani. I Salesiani e il VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, lavorano in sinergia per continuare a portare avanti delle campagne di sensibilizzazione e allertare i giovani sui gravissimi rischi della migrazione irregolare, rimanendo attivi su più fronti: sia attraverso l’impiego della tecnologia - indispensabile per attirare l’attenzione dei giovani, sia attraverso l’adozione di strumenti più tradizionali, come l’organizzazione di assemblee per coinvolgere la popolazione locale.

Nel primo caso, Missioni Don Bosco e il VIS sostengono un progetto che prevede l’installazione di baobab digitali – dei totem multimediali touchscreen che, concepiti per essere collocati in uffici di accoglienza e orientamento di Tambacounda e di Kaolack, per essere utilizzati per fare attività di sensibilizzazione. Nelle scuole i kit didattici danno la possibilità ai docenti di continuare l’attività autonomamente lavorando su dei contenuti informativi molto concreti.

Per coinvolgere la popolazione, invece, Stop Tratta punta all’organizzazione di causeries, degli incontri pubblici specifici su una tematica particolare. Mutuati dalle tradizioni africane e tendenzialmente organizzati nel centro dei villaggi sono aperti a tutta la popolazione: uno strumento efficacissimo non solo per approfondire e condividere un tema, ma anche un modo estremamente diretto per cogliere gli umori e i problemi degli abitanti. Tradizione, innovazione e formazione, sono questi i 3 aspetti su cui puntano queste iniziative di Stop Tratta e su cui, in molti casi, fanno leva i progetti dei nostri missionari in tutto il mondo.

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